Lo Sperone, la Strigliata

La lettera di Monsignore Riccardo Ruotolo | Dic 12th 2006

Prot. N° 13613/08/P del 13/06/91
Raccomandata espresso con ricevuta di ritorno del 17/6/91 N° 2808.

In riferimento all’articolo “CARI SANGIOVANNESI ALTRO CHE VORIA, QUI RESPIRIAMO SCORIE!” Si gradisce la pubblicazione integrale della seguente rettifica ai sensi dell’art. 8 della Legge 47 del 8/2/48 e successive modifiche ed integrazioni.

Il contenuto e la forma dell’articolo porta subito ad una prima, amara, considerazione. Nessuno disconosce alla stampa il compito di informazione. A nessuno è lecito però farne uso per diffondere notizie prive di fondamento, specie quando creano falsi allarmi e timori tra la popolazione.
Il fatto è tanto più deprecabile, perché si rivolge contro un ospedale che da sempre si è distinto, in tutti i settori operativi della sua attività, per la puntuale e rigorosa applicazione delle norme legislative anche a costo di oneri economici rilevanti.
Che l’ospedale produca rifiuti è naturale.
Il rischio infettivo, chimico e radioattivo è innegabile, ma non maggiore di quello che si può incontrare al di fuori dell’ospedale. Esistono infatti, all’esterno fonti di inquinamenti ambientali ben più gravi e di proporzioni tali da far passare in seconda linea quelli relativi agli ospedali, anche perché non controllabili a cominciare dall’inquinamento prodotto da tutti gli automezzi in circolazione, di cui però si preferisce tacere e pochi se ne curano per il timore di dover subire limitazioni e rinunce.
Oggi esistono impianti e tecnologie avanzate in grado di ridurre i rischi ambientali. A tali tecnologie la Casa Sollievo ha fatto sempre ricorso tra i primi ospedali.
Sin dalla sua apertura infatti, in ottemperanza alla legislazione vigente ha provveduto a smaltire i propri rifiuti solidi, non radioattivi, mediante un forno inceneritore. Nel 1982 l’impianto è stato sostituito ed ancora ulteriormente modificato per adeguarlo alle innovazioni normative e tecnologiche rivolte soprattutto alla tutela dell’ambiente.
Oggi l’ospedale dispone di un impianto di incenerimento a norma di legge, dotato di un sistema di depurazione dei fumi a doppio stadio a tecnologia avanzata.
A tale soluzione tecnologica si è arrivati attraverso numerosi adeguamenti, che hanno richiesto ingenti investimenti.
Tutto ciò al fine di aumentare l’efficienza della depurazione dei fumi e contenere le emissioni al di sotto dei livelli minimi previsti dall’attuale legislazione.
Un primo adeguamento del nuovo impianto era stato attuato già nel 1985 mediante l’istallazione di una camera di postcombustione dove i fumi, sottoposti a temperature oscillanti fra 959 °C e 1.200 °C, ricevevano un alto abbattimento degli inquinanti.
I controlli eseguiti, mediante rilevamenti effettuati sulle emissioni, avevano fornito dati di assoluta tranquillità. E tuttavia a seguito dell’emanazione del D. P. R. 203 sul contenimento delle emissioni in atmosfera, si è affidato l’incarico ad una ditta specializzata di provvedere all’istallazione di un ulteriore dispositivo di depurazione costituito da un sistema complesso di abbattimento delle polveri e dei gas contenuti nei fumi.
Tale impianto, ormai funzionante da un anno ci ha permesso di minimizzare ulteriormente le emissioni, contenendole molto al di sotto dei limiti previsti dalla normativa vigente.
I controlli che vengono regolarmente eseguiti ogni sei mesi mediante prelievi di campioni delle emissioni e successiva analisi di laboratorio hanno fornito i seguenti risultati, regolarmente certificati:
CONCENTRAZIONI INQUINANTI NELLE EMISSIONI, ESPRESSI in Mg/Nm3:
A B
Materiale particolato 100 28
H Cl Acido Cloridico 100 20
H F Acido fluoridrico 4 0,25
S O2 Anidride solf. 300 8,7
C O Ossido di carbonio 100 11,3

Nella colonna A sono riportati i limiti dei vari inquinanti imposti dalla normativa vigente e nelle B i valori rilevati nelle emissioni provenienti dal nostro impianto di incenerimento a valle dei due sistemi di depurazione, cioè le concentrazioni dei vari inquinanti presenti nei fumi immessi nell’atmosfera dal nostro impianto.
Il rapporto ITISAN 88/37 dell’Istituto Superiore di Sanità include tali tipi di inceneritori, che adottano tecnologie di avanguardia per la depurazione fumi e che permettono il contenimento degli inquinanti di vario tipo al di sotto dei valori minimi consentiti dalla vigente legislazione, fra gli impianti ad alta efficienza il cui numero in campo nazionale è molto limitato.
Completamente diverso è il destino dei rifiuti radioattivi che, in base alla normativa vigente D. P. R. 13/2/1964 N° 185 devono essere invece smaltiti con metodologie differenti da quelle dei rifiuti speciali.
Nel rispetto dell’attuale legislazione in materia l’ospedale provvede infatti ad allontanare e smaltire tali rifiuti attraverso due metodiche fondamentali:

1) Trattamento di decontaminazione mediante impianto specifico;
2) Allontanamento e smaltimento mediante ditta specializzata e regolarmente autorizzata.

Nessun rifiuto radioattivo viene quindi smaltito nel nostro forno inceneritore.
Affermazioni diverse sono del tutto false!
È doveroso inoltre precisare che gli organi provinciali e regionali preposti ci hanno autorizzato a collaborare, in quanto unico inceneritore ospedaliero a norma della provincia, all’incenerimento dei rifiuti provenienti da presidi ospedalieri della provincia e non già di altre provincie e regioni come in maniera molto subdola si insinua nella pubblicazione.
È proprio vero! Mentre a livello nazionale ed internazionale la nostra struttura ospedaliera viene apprezzata e portata ad esempio per tutti i suoi impianti e le sue attrezzature, qualcuno in loco, non sappiamo per quale tipo di interesse personale o di parte ideologica, non ancora scomparsa, con grande faziosità e con altrettanta ignoranza abissale da far vergognare chiunque abbia un minimo di dignità e pudore, continua a diffondere false notizie sull’istituzione e sui dipendenti.
È una riflessione amara!
Alcuni individui non sono degni di avere sul proprio territorio una struttura ospedaliera di spicco sul piano assistenziale, scientifico ed ambientale.
Padre Pio ripeterebbe ancora oggi il detto evangelico: “Nemo propheta in patria”; (Nessuno è profeta in patria, n.d.r.).

IL PRESIDENTE
Mons. Riccardo Ruotolo


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