6 febbraio 96
Nostra risposta del 12/7/91 raccomandata N° 5575
Ill.mo monsignor Riccardo Ruotolo,
come da suo desiderio pubblicheremo la rettifica da lei richiesta, anche se per la legge da lei citata avremmo dovuto pubblicare solo 30 righe.
L’articolo “Cari sangiovannesi, altro che vôria, qui respiriamo scorie” voleva soltanto esprimere delle perplessità sul reale funzionamento dell’inceneritore e a una più attenta lettura, potrà verificare la veridicità delle nostre affermazioni.
Ci sembra, tuttavia, che Lei dia eccessiva importanza al nostro giornale che doveva essere stampato al ciclostile e che soltanto la nostra intraprendenza ci ha permesso di stamparlo, invece, in tipografia; pur tuttavia le poche copie che distribuiamo, non nuoceranno certamente alla Casa Sollievo, una struttura di cui non disconosciamo l’importanza, ma che certamente ha tanti difetti.
Certo l’inquinamento delle automobili è abbastanza pericoloso, ma non se ne può certamente impedire la circolazione, ma soltanto limitarla, ma questo non è certo in nostro potere, mentre magari Lei potrà dire “una parolina” alla prossima giunta e il problema che tanto l’angustia, sarà risolto.
Ci risultava che gli inceneritori dovevano essere costruiti ad una distanza di circa 25 km dal paese, ma una più accorta informazione ci ha delucidati che tale distanza è soltanto di 2 km, mentre quello della Casa Sollievo è a 100 m e molto vicino dunque agli ammalati che sono costretti a respirare aria inquinata forse anche diossina.
Ci fa piacere che l’inceneritore venga continuamente controllato con apposite apparecchiature, ma forse per una sua “distrazione” non ci ha fornito l’indirizzo della ditta che effettua i rilevamenti, né inviato fotocopie di essi. Questa “distrazione” potrà dar adito alla diceria che l’inquinamento sia superiore a quello indicato nella rettifica.
Chiediamo pertanto di poter visitare l’inceneritore insieme a nostri tecnici: rappresentanti del WWF, Lega per l’Ambiente, Italia Nostra, Green Peace, Verdi e rappresentanti di radio ed amici di altri giornali locali.
Pensiamo che sia indifferente che i rifiuti provengano soltanto dalla provincia e non da altri ospedali d’Italia, cosa del resto mai affermata nel nostro giornale. Provengono comunque da altri ospedali e allora perché inquinare la nostra aria?
A livello nazionale ed internazionale non si sa quello che effettivamente succede e poi questa è una questione che riguarda soltanto noi, agli altri non interessa certamente il grado di inquinamento dell’inceneritore; oltretutto se ci fossero sostanze tossiche, le respireremmo noi e non certamente loro.
Lei dice che non meritiamo questa struttura? Bene! Se la porti ad Andria. Una considerazione: la Casa Sollievo merita la sua presidenza? Siamo del parere che la sua presenza sia più gradita altrove, per esempio ai servigi di sua santità Giovanni Paolo II. Le sue tre lauree non meritano di essere “sprecate” per una “piccola struttura” come la Casa Sollievo.
“Nessuno è profeta in patria?” Questo è allora il motivo principale per il quale è così lontano dalla sua natia Andria? Ritorni pure alla sua terra d’origine, le assicuriamo che nessuno sarà dispiaciuto della sua partenza.
A questa raccomandata non è pervenuta alcuna risposta, evidentemente monsignore si è reso conto che forse era meglio “stare zitto”!
ALTRE CONSIDERAZIONI NON CONTENUTE NELLA NOSTRA RACCOMANDATA
La lettera di monsignore asserisce che l’inceneritore può funzionare fino a 1.200 °C, ma non è detto esplicitamente che funziona a tale temperatura, se infatti dovesse funzionare, per esempio, ad 800 ° C, la diossina non verrebbe abbattuta chimicamente, ma resterebbe sospesa nell’aria.
Leggendo le tabelle di monsignore sembra quasi che sia il paese ad inquinare Casa Sollievo: c’era una volta un agnello che secondo il lupo sporcava l’acqua che lui beveva …
Le sostanze radioattive non si possono demolire chimicamente, ma devono essere poste in scatole rivestite di piombo e aspettare che la radioattività diminuisca naturalmente dopo moltissimi anni; questo particolare evidentemente non è a conoscenza dei tecnici dell’inceneritore, né di monsignore e poi reclama perché esprimiamo delle perplessità. In che mani siamo capitati!!!
Non è propriamente esatto dire che la Casa Sollievo è da esempio agli altri ospedali, negli altri articoli ci sono casi di disfunzione; nei prossimi numeri pubblicheremo gli altri man mano che ci pervengono.
Dobbiamo supporre che quanto affermato in altri articoli: “LA GUERRA DEI DUE RICCARDO” e “LA CASA SOLLIEVO AVVELENA ANCHE TE!” sia tutto veritiero, visto che monsignore non si è premunito di informarci di provvedere a rettificarli?
RISPOSE ANCHE IL WWF
Risponde il WWF nelle vesti del suo responsabile di zona:
Ci viene un dubbio su tutto quello che si scrive sull’ambiente a livello politico e personale, perché non rispecchia la realtà attuale del degrado ambientale e del pericolo della salute pubblica che si corre oggi.
Condanniamo alcune infondatezze dell’articolo “Cari sangiovannesi, altro che vôria, qui respiriamo scorie”, ma non siamo nemmeno d’accordo con ill.mo mons. Riccardo Ruotolo sulla sua nota di risposta.
Sappiamo che gli impianti debbono essere ubicati ad una distanza minima di 2 km dal centro abitato, e non com’è sito adesso a 100 m, e poi in una zona dove non c’è solo la “vôria” che porta l’inquinamento in paese.
Tali impianti devono essere autorizzati dalla provincia e questo non ci risulta (dalla viva voce dell’assessore provinciale dell’ambiente).
La ditta specializzata, la SPEM, regolarmente autorizzata (forse a Bari), nel nostro paese è “autorizzata” solo allo smaltimento e all’uso dell’immondezzaio comunale per i R. S. U. (Rifiuti Solidi Urbani).
Se lei monsignore vuole dialogare con noi, ci faccia vedere le autorizzazioni e i parametri riguardanti l’incenerimento e smaltimento (ceneri e vetro), dopodiché potremo valutare quanto da lei affermato nella nota di rettifica.
Ci pervengono voci secondo le quali nel 1996 l’inceneritore di Casa Sollievo sarà smantellato. Sarà vero?
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