ESCLUSIVAMENTE A TITOLO DI STATISTICA E NELL’ESERCIZIO DEL DIRITTO DI CRONACA COSTITUZIONALMENTE SANCITO È D’UOPO ALTRESI’ RIFERIRE LA PENDENZA DEI SEGUENTI PROCEDIMENTI:
1) – Con sentenza del Tribunale Penale di Foggia – GIUDICE ISTRUTTORE DR. GENTILE- (Appellata presso la Corte di Appello di Bari) sono stati condannati nr. 3 medici del REPARTO DI PEDIATRIA per Omicidio colposo della piccola D’A. S. di anni 2, verificatasi in data 2.10.1986 alle ore 0.02;
2) – CONTROVERSIA P.-F. – ANNO 3.10.1983 – REPARTO OSTETRICIA – R.G.593/87 – G.I. Dr. SAVASTA;
3) – CONTROVERSIA V. I.- ANNO 24.09.1991 – REPARTO CHIRURGIA – R.G. 188/94 – G.I. Dr. DE BENEDITTIS;
4) – CONTROVERSIA C.-C.- ANNO 19.02.1992 – REPARTO OSTETRICIA – R.G. 4844/93 – G.I. Dr. GENTILE;
5) – CONTROVERSIA M. A.- ANNO 16.12.1989 – REPARTO ORTOPEDIA – R.G. 999/94 G.I. Dr. CRISTINO;
6) – CONTROVERSIA B. A. M. – ANNO 4.01.1994 – R.G. 2964/94 – G.I. Dr. QUITADAMO;
7) – CONTROVERSIA F. I.- ANNO 15.05.990 – REPARTO ORTOPEDIA – R.G. 5980/92 – G.I. Dr. QUITADAMO;
– CONTROVERSIA D.’O. L. – ANNO 11.05.1992 – REPARTO NEUROLOGIA – R.G. 481/94 – G.I. Dr. SANSONE;
9) – CONTROVERSIA L. S. – ANNO 26.04.1992 – REPARTO OTORINO – R.G. 628/95 – G.I. Dr. INFANTINI;
10) – CONTROVERSIA M. L. – ANNO 1985 – REPARTO OSTETRICIA – R.G. 1063/93 – G.I. QUITADAMO;
11) – DENUNCIA PRESENTATA alla Procura di Foggia da R. M. – R. S. contro ALCUNI Sanitari del REPARTO OTORINO per imperizia e negligenza;
12) – DENUNCIA PRESENTATA AI CARABINIERI DI CISTERNINO (BA) dalla Signora Z. A. contro il Reparto di di CHIRURGIA dell’Ospedale CSS di San Giovanni Rotondo, per dimenticanza di “Pinze Kocher” nel proprio intestino;
13) – Con sentenza del Tribunale di Foggia è stato condannato per Omicidio Colposo di un degente, per errata somministrazione di un medicinale (Invece del gluconato di calcio è stata effettuata un’iniezione a base di potassio), un altro dipendente del REPARTO DI OTORINO.
L’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza oltre che essere FONTE di occupazione per gli ALTRI ed i SANGIOVANNESI è un CENTRO di ricerca all’avanguardia, un GIOIELLO, per la struttura, le attrezzature, la terapia, il trattamento caldo ed umano praticato in favore dei degenti.
Potrebbe diventare un DIAMANTE con un’opera di BONIFICA mirata ed avente lo scopo di SELEZIONE E RESPONSABILIZZAZIONE dei propri operatori medici e paramedici.
Certo gli incidenti di percorso ci sono sempre, occorre tuttavia adoperarsi perché non diventi tutto accidentato.
Quanto sopra è indilazionabile e riveste carattere di estrema urgenza perché con la vita degli altri non si deve scherzare.
Altrimenti “CUI PRODEST” la mastodontica attrezzatura? Qualsivoglia macchinario non ha alcun valore senza la valenza di personale ad hoc. (“L’uomo è la misura di tutte le cose”).
L’OTTIMO Monsignor Riccardo Ruotolo (ora persino Vescovo) che tanto si è adoperato e si adopera instancabilmente per la Casa Sollievo e per la continua creazione di nuove e funzionali strutture e nuovi posti di lavoro, saprà certamente recepire queste modeste critiche.
Nella Grava di San Leonardo a pochi Km da San Giovanni Rotondo sono stati ritrovati medicinali scaduti (Fiale, compresse, supposte). Un gruppo speleologico di Foggia: lo “SPELEO CLUB”, già negli anni ’60 ha organizzato una spedizione a titolo esplorativo e vi ha trovato scatoloni con destinatario CASA SOLLIEVO DELLA SOFFERENZA e provenienti da tutto il mondo con dentro medicinali scaduti.
Questi sono stati scaricati in questo luogo certamente dietro ordine di “qualcuno” che non sapeva dove metterli e tenendo presente che all’epoca non era viva la coscienza ecologica, abbia avuto questa bella pensata. Questa notizia è già stata diffusa con un’ampia documentazione fotografica, tuttavia non ha sortito l’effetto desiderato; per cui i componenti dello Speleo Club non hanno insistito e hanno preferito non fornirci le foto.
Paura? Sicurezza che tanto non succederà niente?
La rottura di queste fiale procurerà danni ingenti alle nostre falde acquifere con conseguente inquinamento che, dopo i consueti giri di routine, finirebbe per essere bevuta da tutti i cittadini del Gargano.
Si può giustificare che, in quei tempi, questo comportamento era normale, ma oggi tutto ciò non è più possibile, né concepibile; ripulire la grava di San Leonardo da queste e da altre “immondizie” è quasi impossibile, ma è l’unica cosa da eseguire al più presto onde evitare che succeda l’irreparabile, se già non è successo.
Tutto questo dovrà essere a carico e a spese della Casa Sollievo della Sofferenza, ma questa è una vana speranza, finirà nelle migliori delle ipotesi che pagheremo noi.
Ma le notizie inquinanti non finiscono certamente qui. Per quei “fortunati pochi” che ancora ignorano che nel nostro ospedale esiste ancora, purtroppo, l’inceneritore per l’eliminazione dei medicinali scaduti e dei residui delle varie operazioni chirurgiche; si tratta di una “normale amministrazione” ed è anche giusto che i residui prodotti in loco, in loco vengano distrutti; la notizia inquinante è che alcuni ospedali della provincia non amanti dell’inquinamento in loco, preferiscono inquinare il nostro “loco” e così i loro residui vengono trasportati nella Casa Sollievo dell’Inquinamento e qui demoliti chimicamente; senza la possibilità, ad esempio, per le forze dell’ordine di controllare se siano radioattivi o meno, o avere altre amenità del genere.
In alcuni giorni della settimana in paese si sente un odore che non ti fa respirare, si tratta dell’inceneritore di Casa Sollievo o della discarica dei nostri rifiuti che brucia? Se consideriamo che la discarica si trova ad est e Casa Sollievo ad ovest e che il vento soffia sempre da ovest ad est; questo odore da dove proviene?
C’è da chiedersi, ma la locale Lega dell’Ambiente cosa fa? Pensa a delle dimostrazioni plateali e con l’aiuto di volontari pulisce la pineta da carte, cartacce, bottiglie di vetro e lattine, inquinamento non certo inquinante se non dell’estetica.
Dovrebbe invece pensare seriamente all’ambiente e preoccuparsi un po’ di più della salute del cittadino. Questo almeno è scritto nello suo statuto.
Pensate forse che a queste notizie “inquinanti” prenderà per esempio la decisione di scagliarsi contro la Casa Sollievo? Neanche per sogno, preferirà dormire come al solito e svegliarsi solo per pulire … la pineta!
Investiti alcuni membri del problema, hanno preferito tacere; ad onor del vero si vocifera che un loro componente abbia forti interessi nella Casa Sollievo: alcuni familiari vi lavorano.
Lo stesso discorso lo rivolgiamo al WWF.
da un articolo di cinque anni fa
Per dovere di informazione inseriamo alcuni articoli pubblicati anni fa dal nostro giornale per documentare tutto il nostro Dossier Casa Sollievo e non certamente per provocare danni.
L’articolo che ha provocato l’indignazione di monsignor Riccardo Ruotolo che voleva secondo noi esprimere le nostre perplessità, ma evidentemente ha colto nel segno.
CARI SANGIOVANNESI ALTRO CHE “vôria” , QUI RESPIRIAMO SCORIE! L’inceneritore della Casa Sollievo funziona a pieno regime già da tempo. Il suo compito naturale è quello di demolire chimicamente i farmaci e i residui ospedalieri di vario genere fino ai materiali di scarto della medicina nucleare, dunque sostanze radioattive?
Pochissimi o nessuno forse fra i cittadini sangiovannesi sa dell’effettiva funzione dell’inceneritore; che cosa incenerisce, se è vero che dei prodotti chimici o radioattivi provengono da altri ospedali d’Italia, quale regime di funzionamento sostiene e qual’è la concentrazione radioattiva nell’aria del paese.
Da alcune indiscrezioni trapelate sono sorte, in molti, dubbi e perplessità sulla reale attività dell’inceneritore e sulle conseguenze che potrebbero abbattersi sull’ambiente e sulla popolazione nell’eventualità che queste preoccupazioni risultassero fondate. Comunque non vogliamo una polemica forzata, ma è nostro dovere esprimere il disagio e la preoccupazione legittima dei cittadini e nel contempo informare l’opinione pubblica che forse “in alcuni giorni di ogni settimana per semplice precauzione è consigliabile tenere porte e finestre sigillate ed uscire attrezzati di maschere antigas o di semplici mascherine per evitare l’inquinamento da sostanze chimiche o di tute schermate contro il contagio radioattivo”.
È molto probabile che a San Giovanni Rotondo l’aria sia già inquinata di un certo grado di radioattività o di tossicità che non possiamo naturalmente quantificare perché mancano i valori ufficiali dati dal prelevamento dei campioni.
L’inquietudine nasce proprio dal fatto che questi valori possano superare la soglia minima. Inoltre una legge regola l’ubicazione di questi sistemi ad una distanza fra i 25 e i 30 Km dall’abitato.
Noi, invece speriamo che le preoccupazioni di cui siamo investiti lascino il posto alla serenità e alla sicurezza e che il funzionamento dell’inceneritore rispetti le regole e gli scopi per il quale è stato costruito.
6 febbraio 96
Nostra risposta del 12/7/91 raccomandata N° 5575
Ill.mo monsignor Riccardo Ruotolo,
come da suo desiderio pubblicheremo la rettifica da lei richiesta, anche se per la legge da lei citata avremmo dovuto pubblicare solo 30 righe.
L’articolo “Cari sangiovannesi, altro che vôria, qui respiriamo scorie” voleva soltanto esprimere delle perplessità sul reale funzionamento dell’inceneritore e a una più attenta lettura, potrà verificare la veridicità delle nostre affermazioni.
Ci sembra, tuttavia, che Lei dia eccessiva importanza al nostro giornale che doveva essere stampato al ciclostile e che soltanto la nostra intraprendenza ci ha permesso di stamparlo, invece, in tipografia; pur tuttavia le poche copie che distribuiamo, non nuoceranno certamente alla Casa Sollievo, una struttura di cui non disconosciamo l’importanza, ma che certamente ha tanti difetti.
Certo l’inquinamento delle automobili è abbastanza pericoloso, ma non se ne può certamente impedire la circolazione, ma soltanto limitarla, ma questo non è certo in nostro potere, mentre magari Lei potrà dire “una parolina” alla prossima giunta e il problema che tanto l’angustia, sarà risolto.
Ci risultava che gli inceneritori dovevano essere costruiti ad una distanza di circa 25 km dal paese, ma una più accorta informazione ci ha delucidati che tale distanza è soltanto di 2 km, mentre quello della Casa Sollievo è a 100 m e molto vicino dunque agli ammalati che sono costretti a respirare aria inquinata forse anche diossina.
Ci fa piacere che l’inceneritore venga continuamente controllato con apposite apparecchiature, ma forse per una sua “distrazione” non ci ha fornito l’indirizzo della ditta che effettua i rilevamenti, né inviato fotocopie di essi. Questa “distrazione” potrà dar adito alla diceria che l’inquinamento sia superiore a quello indicato nella rettifica.
Chiediamo pertanto di poter visitare l’inceneritore insieme a nostri tecnici: rappresentanti del WWF, Lega per l’Ambiente, Italia Nostra, Green Peace, Verdi e rappresentanti di radio ed amici di altri giornali locali.
Pensiamo che sia indifferente che i rifiuti provengano soltanto dalla provincia e non da altri ospedali d’Italia, cosa del resto mai affermata nel nostro giornale. Provengono comunque da altri ospedali e allora perché inquinare la nostra aria?
A livello nazionale ed internazionale non si sa quello che effettivamente succede e poi questa è una questione che riguarda soltanto noi, agli altri non interessa certamente il grado di inquinamento dell’inceneritore; oltretutto se ci fossero sostanze tossiche, le respireremmo noi e non certamente loro.
Lei dice che non meritiamo questa struttura? Bene! Se la porti ad Andria. Una considerazione: la Casa Sollievo merita la sua presidenza? Siamo del parere che la sua presenza sia più gradita altrove, per esempio ai servigi di sua santità Giovanni Paolo II. Le sue tre lauree non meritano di essere “sprecate” per una “piccola struttura” come la Casa Sollievo.
“Nessuno è profeta in patria?” Questo è allora il motivo principale per il quale è così lontano dalla sua natia Andria? Ritorni pure alla sua terra d’origine, le assicuriamo che nessuno sarà dispiaciuto della sua partenza.
A questa raccomandata non è pervenuta alcuna risposta, evidentemente monsignore si è reso conto che forse era meglio “stare zitto”!
ALTRE CONSIDERAZIONI NON CONTENUTE NELLA NOSTRA RACCOMANDATA
La lettera di monsignore asserisce che l’inceneritore può funzionare fino a 1.200 °C, ma non è detto esplicitamente che funziona a tale temperatura, se infatti dovesse funzionare, per esempio, ad 800 ° C, la diossina non verrebbe abbattuta chimicamente, ma resterebbe sospesa nell’aria.
Leggendo le tabelle di monsignore sembra quasi che sia il paese ad inquinare Casa Sollievo: c’era una volta un agnello che secondo il lupo sporcava l’acqua che lui beveva …
Le sostanze radioattive non si possono demolire chimicamente, ma devono essere poste in scatole rivestite di piombo e aspettare che la radioattività diminuisca naturalmente dopo moltissimi anni; questo particolare evidentemente non è a conoscenza dei tecnici dell’inceneritore, né di monsignore e poi reclama perché esprimiamo delle perplessità. In che mani siamo capitati!!!
Non è propriamente esatto dire che la Casa Sollievo è da esempio agli altri ospedali, negli altri articoli ci sono casi di disfunzione; nei prossimi numeri pubblicheremo gli altri man mano che ci pervengono.
Dobbiamo supporre che quanto affermato in altri articoli: “LA GUERRA DEI DUE RICCARDO” e “LA CASA SOLLIEVO AVVELENA ANCHE TE!” sia tutto veritiero, visto che monsignore non si è premunito di informarci di provvedere a rettificarli?
RISPOSE ANCHE IL WWF
Risponde il WWF nelle vesti del suo responsabile di zona:
Ci viene un dubbio su tutto quello che si scrive sull’ambiente a livello politico e personale, perché non rispecchia la realtà attuale del degrado ambientale e del pericolo della salute pubblica che si corre oggi.
Condanniamo alcune infondatezze dell’articolo “Cari sangiovannesi, altro che vôria, qui respiriamo scorie”, ma non siamo nemmeno d’accordo con ill.mo mons. Riccardo Ruotolo sulla sua nota di risposta.
Sappiamo che gli impianti debbono essere ubicati ad una distanza minima di 2 km dal centro abitato, e non com’è sito adesso a 100 m, e poi in una zona dove non c’è solo la “vôria” che porta l’inquinamento in paese.
Tali impianti devono essere autorizzati dalla provincia e questo non ci risulta (dalla viva voce dell’assessore provinciale dell’ambiente).
La ditta specializzata, la SPEM, regolarmente autorizzata (forse a Bari), nel nostro paese è “autorizzata” solo allo smaltimento e all’uso dell’immondezzaio comunale per i R. S. U. (Rifiuti Solidi Urbani).
Se lei monsignore vuole dialogare con noi, ci faccia vedere le autorizzazioni e i parametri riguardanti l’incenerimento e smaltimento (ceneri e vetro), dopodiché potremo valutare quanto da lei affermato nella nota di rettifica.
Ci pervengono voci secondo le quali nel 1996 l’inceneritore di Casa Sollievo sarà smantellato. Sarà vero?